«Innanzitutto mi preme ringraziare i tanti cittadini di Taranto che, con straordinario slancio ed encomiabile spirito di gratuità, hanno donato il loro tempo per cercare di soccorrere, con tutti i limiti che caratterizzano le attività di un volontariato estemporaneo e non organizzato, le migliaia e migliaia di profughi che sono arrivati a Taranto in queste settimane.» Arnaldo Sala, consigliere di Forza Italia, ha cominciato così il suo intervento al Consiglio Regionale del 8 luglio 2014.

«In posti come la Palestra Ricciardi di Taranto – ha ricordato Sala – sono state scritte pagine da Libro Cuore, e non ho paura di cadere nella retorica, con semplici cittadini che hanno prestato assistenza e cure a tantissimi profughi, arrivando persino a creare spontaneamente una rete di coordinamento e comunicazione sui social network, tarantini che soprattutto hanno donato un sorriso ai bambini e una stretta di mano agli adulti.

A Taranto – ha affermato Sala – si è concretizzato la vera essenza del Volontariato, basato sullo spirito di gratuità e sulla Solidarietà.
Parimenti devo sottolineare lo sforzo prodotto dall’Amministrazione Comunale di Taranto per contribuire anch’essa alle operazioni di accoglienza e assistenza dei profughi, pur non essendo attrezzata a fronteggiare una emergenza di questa entità.

In ultimo, devo ringraziare i tanti uomini e donne della Marina Militare, Forza Armata alla quale Taranto è intimamente legata da 150 anni, che nell’operazione “Mare Nostrum” stanno facendo più del loro dovere, salvando dai flutti migliaia di vite umane e soccorrendo e assistendo migliaia di persone in fuga dalla disperazione, quella disperazione che, grazie a Dio, noi italiani non conosciamo da tanto tempo.

Ma i miei ringraziamenti – stigmatizza Sala – purtroppo finiscono qui.
L’assenza del Ministro, o di un suo delegato Vice Ministro e Sottosegretario è eloquente.
Non si può ringraziare lo Stato che, anche in questa occasione, è stato assente da Taranto, lo stesso Stato che è assente nell’affrontare con efficacia l’emergenza ambientale e quella sanitaria del quale i tarantini e tutti gli italiani stanno drammaticamente acquisendo consapevolezza.

Abbiamo ben capito come e perché lo Stato italiano abbia deciso di trasformare Taranto nell’hub della disperazione mondiale.

Le strutture siciliane dell’accoglienza sono ormai al collasso da tempo – ricorda Sala – e, ovviamente, si è deciso di dirottare le navi militari stracariche di profughi direttamente nel loro porto di stanza, ovvero Taranto, in modo da consentire alle unità navali militari di rifornirsi e agli uomini e alle donne della Marina Militare di poter tornare a casa per qualche giorno prima di riprendere il mare per tornare a cercare e soccorrere profughi.

Ma anche in questa occasione lo Stato è stato assente, scaricando il problema sulla Prefettura non attrezzata per affrontare una emergenza di queste dimensioni, nonostante gli straordinari sforzi.
È chiaro a tutti che questa emergenza durerà almeno fino a ottobre, e probabilmente il picco si toccherà nei mesi più caldi e più favorevoli alla traversata, e allora tutti ci saremmo aspettati che lo Stato avesse già inviato a Taranto una task force in grado di affiancare e rinforzare il personale della Prefettura, una task force con personale specializzato nell’affrontare emergenze di questo tipo, perché un Paese civile e progredito non può lasciare allo slancio solidale dei cittadini l’accoglienza e l’assistenza di migliaia di disperati.

Taranto dispone di tante infrastrutture militari ampiamente sottoutilizzate a causa della soppressione del Servizio di Leva: non posso non chiedermi perché non siano state utilizzate tali infrastrutture per accogliere degnamente i profughi, ovviamente rinforzandone preventivamente l’organico con personale specializzato nella gestione dell’ordine pubblico.

Parimenti – aggiunge Sala – non posso non chiedermi come mai nelle stanze di queste infrastrutture militari non sia stato realizzato un ospedale come quelli che vengono allestiti in 24 ore in occasione di un terremoto, evitando così che i tanti profughi malati fossero invece curati presso le strutture sanitarie tarantine che, a causa dei tagli alla Sanità tarantina, non riescono nemmeno a curare adeguatamente i tarantini…
Perché a Taranto lo Stato non ha realizzato questi interventi semplicemente dettati dal buon senso?
Perché ci sono profughi che nella Palestra Ricciardi hanno dormito per terra così calpestando la loro dignità?
Come è possibile che alla Palestra Ricciardi ci siano stati momenti in cui i profughi non avevano acqua da bere e i volontari chiedevano ai cittadini di portare bottiglie tramite Facebook?
Come è possibile che bambini siano stati visitati per terra da pediatri-volontari e che gli antibiotici siano stati poi recuperati dai volontari grazie alla generosità dei farmacisti tarantini?

È vero, per gran parte dei profughi Taranto è solo un punto di passaggio per iniziare il viaggio di ricongiungimento con i loro parenti in altre città, italiane e del nord Europa, ma un Paese civile e progredito non può permettere che ci siano profughi che debbano patire quello che tanti profughi, non la maggioranza per fortuna, hanno dovuto patire a Taranto.

Il primo Ministro Matteo Renzi fa bene a battere i pugni sul tavolo in Europa per chiedere che la UE si faccia carico dell’emergenza profughi.
E Taranto è pronta a fare la sua parte, come ha già dimostrato.
Ma se Taranto deve continuare ad essere l’hub della disperazione mondiale, ha concluso Sala – allora deve essere attrezzata adeguatamente per svolgere tale ruolo, riuscendo ad accogliere e assistere civilmente i profughi prima del loro “smistamento” verso altri centri di accoglienza, perché il concetto stesso di hub prevede che nessuno vi debba permanere per più di due giorni.
Taranto e la Puglia non hanno paura di essere lasciati soli!
Taranto ha le risorse umane e culturali per far fronte a questa emergenza!
Taranto, però, chiede che il Governo Nazionale si prodighi per tributare la giusta dignità che questi uomini meritano!»