saldi
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Sono state rese note  le date di inizio e fine dei tanto aspettati saldi invernali, appuntamento molto atteso dai consumatori, soprattutto per il settore abbigliamento e calzature e accessori.

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I saldi sono solitamente preceduti da qualche “offerta speciale” alcune ufficiali, (tipo il black friday, cyber Monday) altre meno ufficiali ma che alcuni negozianti già applicano prima della data della partenza ufficiale degli sconti; molte vetrine sono già allestite, e tramite poster, adesivi, cartelli e cartellini promettono buoni affari.

Le date dei saldi invernali

Quest’anno, la data di inizio dei saldi invernali è, quasi per tutte le regioni, il 3 gennaio, fanno eccezione la Valle d’Aosta: dal 2 gennaio 2026 (entro il 31 marzo, per max 60 giorni)e Alto Adige (Provincia di Bolzano): 8 gennaio – 5 febbraio 2026 (nei comuni turistici: 7 marzo – 4 aprile 2026)

La durata massima è stata stabilita generalmente in otto settimane.

I Saldi Invernali in Puglia

Ecco quanto comunica la Regione Puglia in merito: “Il REGOLAMENTO REGIONALE 29 maggio 2017, n. 14 di modifica del regolamento regionale 18 ottobre 2016, n. 10 “Tipologia e modalità di effettuazione delle vendite straordinarie” stabilisce che “Le vendite di fine stagione o saldi devono essere presentate al pubblico come tali ed effettuate, per il periodo invernale, dal primo giorno feriale antecedente l’Epifania fino al 28 febbraio. Se il primo giorno feriale antecedente l’Epifania coincide con il lunedì, l’inizio dei saldi invernali è anticipato al sabato.”

Si comunica, pertanto, che la stagione dei saldi invernali per l’anno 2026 prenderà il via sabato 3 gennaio.

Si rammenta che l’esercente che intenda effettuare una vendita di fine stagione o a saldo deve darne comunicazione al SUAP, almeno cinque giorni prima, indicando i prodotti oggetto della vendita, la sede dell’esercizio e le modalità di separazione dei prodotti offerti in vendita di fine stagione da tutti gli altri.

Per ogni ulteriore informazione si rinvia alla normativa regionale di riferimento: l.r. 24/2015 e smi (BURP 101 suppl. del 28.08.2018) e il r.r. n. 14/2017 (BURP n. 63 del 31.05.2017).”

Le date ufficiali regione per regione

Ecco il calendario dei saldi invernali regione per regione:

  1. Abruzzo: dal 3/01/2026 (durata massima 60 giorni, quindi fino al 3/03/2026). 

  2. Basilicata: dal 3/01/2026 al 1/03/2026. 

  3. Calabria: in attesa di comunicazione ufficiale; molte tabelle indicano dal 3/01/2026 per 60 giorni (fino al 3/03/2026). 

  4. Campania: dal 3/01/2026 (periodo non superiore a 60 giorni, quindi fino al 3/03/2026 se completo). 

  5. Emilia-Romagna: dal 3/01/2026 al 3/03/2026. 

  6. Friuli-Venezia Giulia: dal 3/01/2026 al 31/03/2026. 

  7. Lazio: dal 3/01/2026 per 6 settimane (fino al 13/02/2026). 

  8. Liguria: dal 3/01/2026 al 16/02/2026. 

  9. Lombardia: dal 3/01/2026 per 60 giorni (fino al 3/03/2026). 

  10. Marche: dal 3/01/2026 al 1/03/2026. 

  11. Molise: qui circolano due indicazioni:

  • 30 giorni: dal 3/01/2026 al 1/02/2026 

  • 60 giorni: dal 3/01/2026 al 3/03/2026 

  1. Piemonte: dal 3/01/2026 per 8 settimane (spesso comunicato come fino al 28/02/2026). 

  2. Puglia: dal 3/01/2026 al 28/02/2026. 

  3. Sardegna: dal 3/01/2026 (durata 60 giorni, quindi fino al 3/03/2026). 

  4. Sicilia: dal 3/01/2026 al 15/03/2026. 

  5. Toscana: dal 3/01/2026 per 60 giorni (fino al 3/03/2026). 

  6. Trentino-Alto Adige:

  • Provincia di Trento: 60 giorni, con libertà di scelta del periodo da parte dei commercianti (nell’arco complessivo). 

  • Provincia di Bolzano (Alto Adige): 8/01/2026 – 5/02/2026; nei comuni turistici 7/03/2026 – 4/04/2026. 

  1. Umbria: regola regionale = inizio “primo giorno feriale antecedente l’Epifania” (anticipato al sabato se coincide col lunedì) + 60 giorni; nel 2026 quindi 3/01/2026 – 3/03/2026. 

  2. Valle d’Aosta: finestra tra 2/01/2026 e 31/03/2026 (massimo 60 giorni). 

  3. Veneto: dal 3/01/2026 al 28/02/2026. 

Suggerimenti per gli acquisti durante i saldi

Affinchè questi affari siano davvero soddisfacenti per i clienti è bene dare un’occhiata ad alcuni utili consigli che ci fornisce il Codacons, attraverso un utile decalogo:

  1. Conservate sempre lo scontrino: non è vero che i capi in svendita non si possono cambiare. Il negoziante è obbligato a sostituire l’articolo difettoso anche se dichiara che i capi in saldo non si possono cambiare. Se il cambio non è possibile, ad es. perché il prodotto è finito, avete diritto alla restituzione dei soldi (non ad un buono). Avete due mesi di tempo, non 7 o 8 giorni, per denunciare il difetto.
  2. Le vendite devono essere realmente di fine stagione: la merce posta in vendita sotto la voce “Saldo” deve essere l’avanzo di quella della stagione che sta finendo e non fondi di magazzino. State alla larga da quei negozi che avevano gli scaffali semivuoti poco prima dei saldi e che poi si sono magicamente riempiti dei più svariati articoli. È improbabile, per non dire impossibile, che a fine stagione il negozio sia provvisto, per ogni tipo di prodotto, di tutte le taglie e colori.
  3. Girate. Nei giorni che precedono i saldi andate nei negozi a cercare quello che vi interessa, segnandovi il prezzo; potrete così verificare l’effettività dello sconto praticato ed andrete a colpo sicuro, evitando inutili code. Non fermatevi mai al primo negozio che propone sconti ma confrontate i prezzi con quelli esposti in altri esercizi. Eviterete di mangiarvi le mani. A volte basta qualche giro in più per evitare l’acquisto sbagliato o per trovare prezzi più bassi.
  4. Consigli per gli acquisti. Cercate di avere le idee chiare sulle spese da fare prima di entrare in negozio: sarete meno influenzabili dal negoziante e correrete meno il rischio di tornare a casa colmi di cose, magari anche a buon prezzo, ma delle quali non avevate alcun bisogno e che non userete mai. Valutate la bontà dell’articolo guardando l’etichetta che descrive la composizione del capo d’abbigliamento (le fibre naturali ad esempio costano di più delle sintetiche). Pagare un prezzo alto non significa comprare un prodotto di qualità. Diffidate dei marchi molto simili a quelli noti.
  5. Diffidate degli sconti superiori al 50%, spesso nascondono merce non proprio nuova, o prezzi vecchi falsi (si gonfia il prezzo vecchio così da aumentare la percentuale di sconto ed invogliare maggiormente all’acquisto). Un commerciante, salvo nell’Alta moda, non può avere, infatti, ricarichi così alti e dovrebbe vendere sottocosto.
  6. Servitevi preferibilmente nei negozi di fiducia o acquistate merce della quale conoscete già il prezzo o la qualità in modo da poter valutare liberamente e autonomamente la convenienza dell’acquisto.
  7. Negozi e vetrine. Non acquistate nei negozi che non espongono il cartellino che indica il vecchio prezzo, quello nuovo ed il valore percentuale dello sconto applicato. Il prezzo deve essere inoltre esposto in modo chiaro e ben leggibile. Controllate che fra la merce in saldo non ce ne sia di nuova a prezzo pieno. La merce in saldo deve essere separata in modo chiaro dalla “nuova”. Diffidate delle vetrine coperte da manifesti che non vi consentono di vedere la merce.
  8. Prova dei capi: non c’è l’obbligo. È rimesso alla discrezionalità del negoziante. Il consiglio è di diffidare dei capi di abbigliamento che possono essere solo guardati.
  9. Pagamenti. Nei negozi che espongono in vetrina l’adesivo della carta di credito o del bancomat, il commerciante è obbligato ad accettare queste forme di pagamento anche per i saldi, senza oneri aggiuntivi.
  10. Fregature. Se pensate di avere preso una fregatura rivolgetevi al Codacons, oppure chiamate i vigili urbani.
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