I regali di Natale rappresentano un’abitudine che affonda le sue radici molto lontano nel tempo: al giorno d’oggi regalare qualcosa ai propri cari (amici, parenti, famiglia) durante le feste natalizie è quasi una cosa scontata, ma in molti si chiedono da dove derivi questa tradizione che oggi fa parte del modo di fare di ognuno di noi.

L’usanza di scambiarsi doni  invece, ha origini molto antiche. Risale alle strenne dei Romani: rami consacrati che le persone si scambiavano il primo gennaio come augurio di prosperità e di abbondanza . Secondo la leggenda fu il re dei Sabini Tito Tazio (proprio quello del ratto delle sabine, che visse più di 700 anni prima di Cristo), a dare il via: chiese in dono ai suoi sudditi, ogni capodanno, un ramoscello d’alloro o di ulivo colto nel bosco sacro della dea Strenia (da cui la parola “strenna”).  Ma quali sono le origini di questa usanza che non va mai in crisi, nonostante i tempi duri in cui viviamo? Per capire la storia dei regali di Natale occorre riferirsi al primo Santa Claus realmente esistito, occorre tornare al 300 dopo Cristo. A quel tempo Nicola, vescovo di Myra, provincia dell’impero bizantino, era solito fare regali a sorpresa ai poveri, nascondendoli nelle scarpe che loro gli lasciavano davanti alla porta. Tutte le versioni del babbo Natale moderno derivano da lui. Il Babbo Natale di oggi riunisce le rappresentazioni premoderne del portatore di doni, di ispirazione religiosa o popolare, con un personaggio preesistente: un signore barbuto, vestito di un mantello verde lungo fino ai piedi e ornato di pelliccia. Rappresentava lo spirito della bontà del Natale, che si trova nel “Canto di Natale” di Charles Dickens sotto il nome di Spirito del Natale. Non dimentichiamo poi che il rituale dei regali  è una abitudine che si rifà alla tradizione cristiana: la Chiesa antica, infatti, non celebrava il Natale in quanto, prima della nascita di Cristo, il giorno di ‘Natale’ non esisteva in quanto giorno sacro. La tradizione dello scambio dei doni va quindi fatta risalire alla nascita di Cristo ed in particolare ai doni per eccellenza che i Re Magi fecero a Gesù bambino, ovvero oro, incenso e mirra. Il regalo è giunto a noi come una leggenda tramandata o un racconto di storia, ma al di là di tutte le variazioni sulle origini della tradizione sappiamo con certezza ed è voce diffusa che i regali a Natale non possono mancare, soprattutto per dimostrare l’ affetto verso i beneficiari, a testimonianza dello spirito del Natale. A partire dalla tradizione moderna cristiana ed europea, verso la fine del Medioevo si iniziò a fare dei doni ai bambini perché ricordassero la nascita di Gesù come un momento di gioia. Quindi, la nascita della cultura del dono durante il Natale ha origine nella tradizione religiosa, anche se nel corso dei secoli essa ha assunto una caratteristica sempre più consumistica e sempre più staccata dalla tradizione antica. In America, per esempio, i primi coloni olandesi diedero vita allo sviluppo di una cultura del dono che era estrinseca alla caratteristica religiosa che veniva fuori dalla tradizione cristiana: ecco che proprio in America aveva luogo la nascita della tradizione che vede ancora oggi protagonista San Nicola (Santa Claus, meglio noto come Babbo Natale), portare i doni ai bambini durante le feste natalizie. Ma al giorno d’oggi perché facciamo i regali di Natale? Secondo gli esperti, siamo spinti dalla tradizione religiosa ed in parte anche da quella consumistica: in ogni caso, il regalo rappresenta un ‘pensiero’ che una persona fa all’altra, secondo la cultura dello scambio reciproco.