«Come noto, il governo Renzi ha posto la fiducia al Decreto in materia giudiziaria all’interno del quale è stato inserito un articolo che riguarda l’Ilva di Taranto.» L’ Onorevole Donatella Duranti e Maurizio Baccaro, coordinatore provinciale SEL Taranto, commentano i recenti sviluppi legislativi delle vicende Ilva di Taranto.

«SEL esprimerà un convinto voto contrario, per ragioni di metodo e di merito. Innanzitutto, rispetto al metodo, il Governo, dopo aver licenziato l’ottavo decreto sullo stabilimento siderurgico il 4 luglio scorso, ne ha interrotto l’iter di conversione e, contestualmente, ha inserito la norma nel Decreto sui fallimenti giudiziari, in barba a qualsiasi prassi parlamentare e con l’evidente intento di accelerarne i tempi ed evitare di avere problemi per la sua approvazione stante l’evidente gravità del suo contenuto.

Nel merito – aggiungono La Duranti e Baccaro, la norma predisposta ad hoc per l’Ilva di Taranto è inaccettabile perché opera un capovolgimento della gerarchia dei valori costituzionalmente tutelati: la vita e la sicurezza dei lavoratori viene dopo la produzione e gli interessi dell’impresa. Il Decreto prima e l’articolo dopo dispongono infatti la continuità dell’esercizio d’impresa anche in caso di ipotesi di reato contro la sicurezza dei lavoratori. Il tema è tristemente noto: il governo è intervenuto contro il provvedimento della magistratura che aveva ordinato il sequestro dell’Afo2 a seguito dell’infortunio mortale occorso al giovane operaio A. Morricella. Tutto questo è inaccettabile perché vengono lesi diritti costituzionali inviolabili, come abbiamo dichiarato illustrando la nostra pregiudiziale di costituzionalità e numerosi emendamenti al testo del governo. Purtroppo maggioranza ed Esecutivo non hanno sentito ragioni, ed hanno bocciato sia l’una che gli altri. Cosa ancora più grave, hanno posto la fiducia impedendo qualsiasi confronto in Aula.

Denunciamo, per l’ennesima volta, l’incapacità di Renzi ed alleati di affrontare la questione annosa della messa in sicurezza di quella fabbrica, l’inutilità dei tanti decreti ad hoc che non hanno dato risposte alle richieste di salute della comunità jonica, l’insufficienza delle risorse finanziarie messe a disposizione. Riteniamo la situazione ancor più grave tenuto conto che si tratta di uno stabilimento in amministrazione straordinaria che ha disatteso tutti gli impegni previsti dai decreti precedenti.

SEL – concludono la Duranti e Baccaro – continuerà a tenere alta l’attenzione sull’operato del governo e a ricordare che c’è una città intera che chiede interventi urgenti e che ci sono migliaia di lavoratori che non hanno più alcuna certezza. Continueremo a ripetere che nessun governo può permettersi di sospendere la Costituzione all’interno dell’Ilva o di qualsiasi altra impresa di interesse strategico nazionale