equitalia

Il Dipartimento Provinciale allo Sviluppo del Centro Democratico guidato Michela Danucci rende noto che, dopo tre anni dall’emanazione della legge, si concretizza il regolamento per aiutare famiglie e imprese in crisi .

«Nonostante il procedimento fosse stato licenziato con la legge n.3 del 2012 – ricorda l’esponente del Centro Democratico ionico, finora, per mancanza delle norme procedurali, non lo si poteva utilizzare per arrivare al cosiddetto “fallimento del debitore”, che consentirebbe di far uscire dalla crisi le famiglie e le micro imprese cancellando i propri debiti.

In evidenza la pronuncia del 15 settembre 2014 del Tribunale di Busto Arsizio, la cui Seconda Sezione Civile ha sancito la possibilità di attivare il procedimento in questione anche se il creditore e’ uno solo ed e’ l’ente per la riscossione.

Il Tribunale di Busto Arsizio – spiega la Danucci – ha recentemente ridotto il debito di una donna in cassa integrazione nei confronti di Equitalia da 86mila euro a 11mila euro: l’87% in meno, importo individuato in base alle attuali possibilità economiche della debitrice.

È stato così applicato, per la prima volta in Lombardia, uno dei primi “Piani del consumatore” in Italia, che ha consentito ad una impiegata in cassa integrazione di risolvere definitivamente una situazione debitoria complessa.

Il principio adottato – prosegue Michela Danucci – è quello della “Composizione della crisi da sovraindebitamento”, stabilito dalla Legge 3 del 2012 che punta a risolvere le problematiche dei cittadini verso finanziarie e banche

«È una piccola goccia in un mare di sofferenza – commenta il Vicepresidente di Konsumer Italia, Marco Recchi – siamo contenti della sentenza, finalmente si muove qualcosa, ma è evidente che la legge non funziona; in più di due anni ha prodotto solo episodi sporadici di provvedimenti giudiziari. Di fronte ad una crisi drammatica del Paese, 3-4 sentenze non bastano».

«L’Italia – afferma la Danucci – è stata l’ultima in Europa ad attuare questa legge (in Francia è in vigore da 50 anni), che risulta ancora troppo proceduralizzata.

E’ una legge importante perché laddove venga appurato un sovraindebitamento indipendente dalla volontà dell’individuo, ma causato da fattori esterni (perdita del lavoro, morte del capofamiglia, malattia, etc.), con la reale impossibilità di pagare, si può intervenire persino con la “esdebitazione” annullando completamente il debito.

Insomma – conclude Michela Danucci, esponente del Centro Democratico ionico, si paga in base alle proprie possibilità: È importante però valutare attentamente le condizioni per poter accedere alla procedura, dato che il Tribunale competente dovrà esaminare sia la fattibilità del piano sia la meritevolezza del debitore.

La sentenza emessa lo scorso ottobre dal giudice Carmelo Leotta dovrà fare giurisprudenza per tutti i casi che vedono consumatori e piccoli imprenditori tartassati da Equitalia, che continua a recapitare cartelle raddoppiando l’importo iniziale dovuto. »