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Era esattamente ciò che CIA Agricoltori Italiani della Puglia aveva chiesto. La rimodulazione delle risorse assegnate al Piano di emergenza per il contenimento della Xylella fastidiosa, finalmente, va ad aumentare la dotazione per sostenere la sottomisura 4.1.C, quella inerente al Sostegno agli investimenti per la redditività, la competitività e la sostenibilità delle aziende olivicole della zona infetta con 27 milioni di euro, mentre i restanti 3 milioni di euro saranno destinati alla sottomisura 5.2 Sostegno ripristino terreni e potenziale produttivo danneggiato da calamità naturali”. Raffaele Carrabba, presidente regionale di CIA Agricoltori Italiani della Puglia, ha espresso soddisfazione per quanto annunciato dal ministro dell’Agricoltura Teresa Bellanova.

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“Si proceda più velocemente possibile”

La rimodulazione approvata durante la riunione del Comitato di sorveglianza sull’attuazione del Piano operativo agricoltura dovrà essere sottoposta alle valutazioni della Cabina di Regia presso la Presidenza del Consiglio. “Ci aspettiamo che le valutazioni siano positive e si proceda più velocemente possibile”, ha aggiunto il presidente regionale di CIA Agricoltori Italiani della Puglia.

“Eravamo gli unici, in sede di audizione, a chiedere l’utilizzo di parte delle risorse del Piano di Rigenerazione Olivicola sulla Misura 4.1.C, in modo da aiutare gli olivicoltori che hanno sostenuto spese e perdite straordinarie e pesantissime a causa della Xylella. Siamo contenti che altre organizzazioni, dopo il nostro appello, si siano accodate a quella richiesta e che il governo abbia infine deciso di darci ascolto”.

Occorre favorire innovazione e integrazione

Gli olivicoltori pugliesi si trovano in uno stato di forte prostrazione dal punto di vista economico e psicologico. In 7 anni, vale a dire da quando è scoppiato il bubbone della Xylella fastidiosa, migliaia di aziende olivicole di ogni dimensione hanno dovuto fare fronte da una parte alla riduzione dei loro redditi, se non all’azzeramento, e dall’altra a cospicue spese suppletive dovute alla obbligatorietà dei trattamenti. Il Piano di Rigenerazione Olivicola serve, per l’appunto, a “rigenerare” un settore che ha mille problemi da affrontare, oltre alla Xylella: occorre favorire realmente le aggregazioni, in modo da aumentare il potere contrattuale dei produttori e dare loro l’opportunità di essere più forti anche nell’innovazione, la ricerca, l’internazionalizzazione, l’asset strategico della qualità totale e della commercializzazione.

“La partita da giocare è lunga e non è legata solo al superamento della fase emergenziale, ma a un totale rinnovamento e ammodernamento del settore, così che l’olivicoltura torni a essere quello che è stata per decenni, una leva di reddito e di lavoro per migliaia di imprenditori e di lavoratori in tutta la Puglia”, ha concluso Raffaele Carrabba.