«Il dato politico ora c’è. Attendiamo conseguenti atti concreti, sperando in uno stop della contesa politica che rischia di discriminare la Puglia. La nostra regione deve, invece, essere rimessa al centro dell’iniziativa di governo, con urgenza, perché determinante per il rilancio di tutto il Mezzogiorno». E’ il commento del senatore Dario Stefàno (Misto) all’accoglimento ieri in Aula dell’indirizzo politico della risoluzione “Stefàno-Uras sul Mezzogiorno”, che si inserisce nel dibattito in corso tra governo regionale e nazionale, in relazione alle risorse da impegnare nel Patto per il Sud.

«Con una risoluzione al DEF presentata ieri in Senato – spiega Stefàno – ho chiesto al Governo di sviluppare un Piano Nazionale per riequilibrare gli investimenti sui territori, ridurre il gap tra Nord e Sud e, di conseguenza, adottare per il Mezzogiorno politiche di coesione sociale, economica ed istituzionale che possano essere tradotte in investimenti per il potenziamento del sistema infrastrutturale, in politiche di contrasto alla dispersione scolastica ed alla disoccupazione e per la soluzione delle vertenze aperte, in iniziative di valorizzazione di risorse e vocazioni produttive dei luoghi, in interventi di bonifica e tutela ambientale con il pieno coinvolgimento del mondo dell’università e della ricerca. Ieri, in Aula il governo ha accolto l’indirizzo politico del mio documento, predisposto insieme al collega Luciano Uras, e questo indica una volontà di aumentare l’attenzione al Sud che deve essere incoraggiata in ogni ruolo e funzione. Mi dispiacerebbe se, invece, finisse ostacolata da una pruriginosa discussione politica tra istituzioni o leader locali e nazionali.

Certo – conclude Stefàno – ora occorrerà corroborare questa intenzione con provvedimenti concreti e tangibili ed a noi spetta il compito di vigilare affinché ciò avvenga nei differenti livelli istituzionali, nazionali o locali.

Ma non dimentichiamo mai che rappresentiamo i Pugliesi e che dobbiamo lavorare anzitutto per il bene della Puglia e della sua comunità».