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«La radicalizzazione delle posizioni e l’acuirsi della divisione in due fronti contrapposti non consentirà al territorio tarantino di essere al centro delle scelte strategiche di sviluppo industriale del Paese, anzi, è il modo migliore per impedire a Taranto di poter discutere ed essere parte attiva delle scelte che riguardano il futuro suo e dell’industria.» Lo scrivono in un comunicato l’On. Donatella Duranti ed il coordinatore provinciale SEL Taranto Maurizio Baccaro.

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«A molti – proseguono i due esponenti di Sinistra Ecologia e Libertà – questo giochino è riuscito in passato ma oggi, dopo decenni di storia industriale e di rapporti con i luoghi decisionali, dovremmo aver imparato a non ricascare nel tranello.

La deindustrializzazione che pian piano sta allargandosi a macchia d’olio nell’intero Paese, è un fatto che deriva dalla assenza totale di politiche industriali da parte dei governi nazionali degli ultimi decenni, non certo dalla opposizione che i movimenti contrari a nuovi insediamenti hanno fatto in questi ultimi tempi.

La responsabilità principale è di quelle forze politiche che hanno egemonizzato il Paese con la cultura dell’autoregolamentazione delle imprese private, chiamando conservatori coloro i quali hanno cercato di mettere al centro della discussione pubblica un Piano industriale. Proprio quelle forze politiche che la Confindustria ha largamente coccolato e sponsorizzato in cambio di promesse di tagli alle tasse e deregolamentazioni selvagge del “mercato del lavoro”.

Un Paese che non pianifica il suo futuro industriale – affermano la Duranti e Baccaro – è un Paese destinato a diventare succube delle scelte fatte al di fuori dei suoi confini. Questo è accaduto a Taranto come in tutta l’Italia, negli ultimi trent’anni, adesso ci si dovrebbe rendere conto del grave errore commesso e correre ai ripari, invece qualcuno a ben pensato di scatenare una specie di caccia alle streghe per distrarre tutti dal punto sopra descritto.

Taranto deve avere la capacità e la voglia di rompere il muro, che molti stanno dolosamente innalzando, per discutere insieme del futuro sviluppo produttivo, commerciale e turistico del suo intero comprensorio. Noi siamo pronti a contribuire a questa discussione e vogliamo farlo riprendendo il filo di quelle Leggi approvate dalla Regione Puglia con l’obbiettivo di mettere in discussione il modello industriale del passato e aprire il futuro ad un modo di produrre rispettoso della salute, dell’ambiente e della stessa democrazia dei territori.

Non va dimenticato che i limiti introdotti alle diossine e al benzo(a)pirene, la Legge sulla Valutazione del Danno Sanitario sono un combinato disposto di Norme che, se introdotte nella legislazione nazionale, rimetterebbero tutto il territorio in una condizione di chiarezza, rispetto alla necessità di produrre senza aggredire l’ambiente e la vita. Purtroppo oggi, dopo un percorso intrapreso da circa dieci anni e faticosamente portato avanti, governi irresponsabili e furori ideologici, in natura contrapposti ma curiosamente concordi nel delegittimarli, hanno di fatto cancellato dal dibattito pubblico (e dall’agenda del Governo) queste innovazioni legislative che anche l’Europa ha riconosciuto come tra le migliori pratiche.

Alla Confindustria, – concludono l’On. Donatella Duranti ed il coordinatore provinciale SEL Taranto Maurizio Baccaro – chiediamo quindi di non immaginare un improponibile ritorno al passato, quando i destini di tutto il territorio, non solo dei propri associati, erano consegnati a scelte operate altrove e scollegate dalle esigenze locali. Proviamo tutti insieme a smarcarci da quelle logiche e a costruire un patto per l’innovazione e il cambiamento che possa portare il Governo e il Paese a discutere di Piano Industriale, Piano Energetico e Piano di Risanamento, invece di mettere il titolo “Riforme” sui messaggi pubblicitari del Presidente del Consiglio di turno

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