Colpo di scena al Comune di Taranto. Con una decisione improvvisa ma non del tutto imprevista il Sindaco Ippazio Stefàno azzera la giunta e manda a casa gli assessori.

“Casus belli”, o meglio – gocce che hanno fatto traboccare il vaso – l’inceneritori di rifiuti dell’Amiu, il cui mancato utilizzo sta mettendo in seria crisi l’azienda municipalizzata e la vicenda Infrataras. Il primo cittdino ionico mantiene però la sua carica di Sindaco e non si dimette per offrire alla città un referente politico nella pienezza delle sue funzioni in vista degli importanti appuntamenti con il governo nazionale. Nel corso della conferenza stampa, durante la quale è stato ufficializzato il “tutti a casa!”, Stefàno si è tolpo parecchi sassolini dalle scarpe, non dimenticando Assessori, Consiglieri comunali, Provincia e Regione.

Per il Sindaco di Taranto infatti, l’azzeramento della giunta non è un vezzo personalistico ma è stato determinato dal fatto che ben due terzi dei consiglieri di maggioranza hanno detto di non condividere l’operato degli assessori, chiedendo quindi di adottare i provvedimenti conseguenti. Ma anche gli stessi consiglieri non sono esenti da responsabilità, agli occhi di Stefàno, tanto che il Sindaco ha stigmatizzato quella che ha definito “una azione di demolizione” operata da alcuni consiglieri comunali tanto della maggioranza che della opposizione, che troppo spesso hanno fatto mancare il numero legale ho hanno adottato comportamenti dilatori in Consiglio, “decidendo di non decidere” e lasciando così ferme al palo questioni importanti per il presente ed il futuro della città.

Alla Regione Stefano contesta invece una scarsa attenzione della regione nei confronti di Tarantoin risposta ai tanti problemi della sanità che affliggono il capoluogo ionico; al centro della contesa la necessità di posti letto, gli organici del personale sottodimensionati, la mancata programmazione ed i tagli di risorse alle strutture convenzionate. Note dolenti anche con la Provincia per la annosa questione dell’adeguamento del liceo “Archita”, afflitto da una cronica mancanza di fonti che caratterizzano i lavori con un continuo “stop and go”; Stefàno afferma che il Comune fa la sua parte, mentre è la Provincia ad aver dimezzato i fondi disponibili.

Ultima stoccata al Partito Democratico, anche in questo caso chiamato esplicitamente in causa da Stefàno coinvolgendo i suoi massimi vertici regionali. “Di fronte ad alcuni comportamenti – ha sostenuto il sindaco di Taranto – il presidente ha il dovere di intervenire, perché non è è possibile che il futuro dei cittadini sia condizionato da comportamenti da scuola materna