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Taranto e territorio ionico culturalmente sono fuori da ogni “logica” prospettica dei processi italiani. Solo parole in liberà, ma poi alcuna visione progettuale. Il problema è che la storia c’è ma mancano le idee.

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Il fatto è che bisogna creare gli eventi. Una conferenza tra banca e associazionismo non crea un evento. Anche dieci conferenze messe in fila per tre con il resto di una non crea l’evento. Una città in amore! Taranto anche per il 2018 è fuori dalle candidate città capitale della cultura.
Ostuni c’è!
Non c’è Martina Franca.
Non c’è la città della Ceramica, Grottaglie.
Non c’è la messapica Manduria. Ci sono Alghero La Spezia e la mia Cosenza.
Ecco l’elenco completo: Alghero, Aliano, Altamura, Aquileia, Caserta, Comacchio, Cosenza, Ercolano, Iglesias, Montebelluna, La Spezia, Ostuni, Palermo, Piazza Armerina, Recanati, Settimo Torinese, Spoleto, Trento, Unione dei Comuni Elimo Ericini, Vittorio Veneto e Viterbo-Orvieto-Chiusi.

Sapete le motivazioni delle scelte?
La progettualità culturale.
È da epoche che vado sostenendo che la cultura se non ha un progetto ormai è un non senso.
I piccoli incontri non fanno progetto. Anche le scuole giocano una partita importante. È inutile insistere con il già visto. È un paradosso.
Grottaglie ha il vuoto culturale eppure avrebbe potuto fare tanto, ma le idee fanno il progetto.

Taranto ha le solite parole molle e dal 1999 non riesce a realizzare nulla. Scavate e trovate.
Il nulla culturale. Manduria idem. Visitate Alghero. È il centro della cultura sarda non solo per attività istituzionali, ma anche per idee mostre serie eventi che creano circolazione.
Conosco tutte le 21 città candidate e tutte viaggiano da anni intorno a processi culturali pesanti e veicolanti.
E poi Cosenza. Visitate il centro di Cosenza. Ogni giorno diventa filiera progettuale. Il linguaggio di Cosenza è la Cultura.
Oggi il consulente culturale è l’amico Vittorio Sgarbi.

A Taranto chi è l’assessore alla cultura? Dal momento che abbiamo vissuto una alternanza straordinaria.
A Manduria? Grottaglie culturalmente è fuori da ogni evento. Chi sono stati gli assessori alla cultura?
La mostra della Ceramica? È il già visto. Il Museo? Quale progetto ha veicolato in questi anni.
Ci vogliono tecnici coraggiosi che hanno una provata esperienza per gestire la cultura. Mi diverte il fatto che in molte città basta essere docente per avere le qualità per essere nominato Assessore. Bella questa!
Ma che dite?

Guardiamoci intorno per capire un po’ dove va il mondo e non il quartiere.
Insomma Taranto e provincia non fanno progetto e non fanno rete (che abusata e brutta parola).
Cosa fa la differenza tra Alghero e Grottaglie chiediamoci questo. Cosa fa la differenza tra la GRANDE Taranto e la piccola città dei Bruzi?
Per carità non creiamo polemiche inutili. I fatti occorrono.
Basta con le sagre delle polpette e facciamo cultura pesante con idee forti. Le polpette le cozze i panzerotti le mozzarelle non hanno bisogno di serate. Basta! Signori le Idee. Si recita con le capacità. È cosi se vi pare! Non ci sono Banche che tengano se le idee sono quelle di venti o trenta anni fa.

Il resto è senza senso. Taranto muore e si tira dietro per incapacità culturale del territorio altre città che avrebbero potuto avere la candidatura e che potrebbero averla nei prossimi anni, ma occorrono potenziali culturali, professionalità, competente e idee forti su come poter gestire un progetto cultura.

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