«Gli attivisti del M5S appartenenti al meetup “Taras in MoVimento”, incuranti delle feste natalizie hanno preparato le osservazioni alle Valutazioni di Impatto Ambientale per opporsi all’ennesimo attentato al nostro mare: le prospezioni per la ricerca degli idrocarburi.» E’ quanto afferma una nota degli stessi attivisti, che prosegue: «Le nostre osservazioni hanno sottolineato problematiche sia tecniche che amministrative: ad esempio l’assenza di una precisa valutazione dell’impatto acustico degli airgun, autentiche bombe d’aria compressa sparate in mare aventi conseguenze disastrose per la fauna ittica, oppure l’assolta mancanza di valutazione di effetti cumulativi dovuti anche allo spezzettamento di un unico grande progetto in tanti piccoli interventi, con lo scopo di eludere le normative in ambito di VIA.

In più – afferma la nota del meetup “Taras in MoVimento”, sono stati fortemente sottostimati i danni che progetti di questo tipo provocano alla biodiversità presente nel nostro mare, per non parlare degli effetti sul comparto del turismo e della pesca.

Ci sono, ancora, sottovalutazioni di problemi legati alla sismicità di alcune aree del Golfo di Taranto ed il mancato rispetto di alcune direttive europee, che vanno nella direzione opposta rispetto a quella intrapresa dallo sfruttamento degli idrocarburi: Il Mar Ionio risulta citato nella direttiva 2008/56 come sottoregione marina del Mar Mediterraneo, rivelandosi importante area da tutelare a livello europeo, in base alla quale Paesi membri dovranno definire gli obiettivi della propria strategia, un programma di controllo dell’attività svolta ed il livello di attività umana sostenibile localmente e tutto dovrà essere operativo ed approvato dalla Commissione Europea entro il 2018, motivo per cui bisogna applicare con puntualità sia il principio della precauzione che dello sviluppo sostenibile.

Infine – evidenzia la nota del meetup “Taras in MoVimento” – un fatto nuovo: Fonti ISPRA hanno dichiarato che gli studi bibliografici, le interviste agli operatori della pesca e le indagini condotte in alcune aree pilota hanno permesso di evidenziare come la presenza di armi chimiche nei fondali dei mari italiani sia accertata, così come la presenza di prodotti di degradazione dell’iprite.

Secondo questa fonte, si ha la certezza della presenza di armi chimiche nel Golfo di Taranto, testimoniata dai resoconti del Nucleo Smaltimento Porti Puglie in cui si riferisce che migliaia di ordigni a caricamento chimico sono stati affondati a largo.

Già su analoghi progetti nel Mar Adriatico, la Commissione Tecnica di Verifica dell’Impatto Ambientale del Ministero, con la nota n.0037599 del 14/11/2014 ha richiesto “approfondimenti normativi, scientifici e presso le Istituzioni competenti, della compatibilità dell’esecuzione delle indagini sismiche previste con le aree di deposito di ordigni inesplosi in mare”, pertanto per gli stessi motivi chiediamo che vengano sospese le attività di ricerca.

Per questo – conclude la nota del meetup “Taras in MoVimento”, invitiamo tutti a presentare le proprie osservazioni entro il 04/01/2015 all’istanza “d3 F.P-SC”: la documentazione la trovate al link http://www.va.minambiente.it/it-IT/Oggetti/Info/1502.Gli attivisti del M5S appartenenti al meetup “Taras in MoVimento” non lasceranno che il nostro mare sia vittima inerme di un attacco voluto da chi si ostina a perseguire progetti fallimentari e che portano la distruzione di ecosistemi.»