Sequestrati 8 milioni di articoli pericolosi. Anche termometri per bambini

L’Unicef di Taranto e l’Associazione Culturale Pediatri, Regione Puglia e Regione Basilicata, hanno siglato un protocollo d’intesa per la tutela dei minori sul territorio.

L’Unicef e l’Acp, avviano, di fatto, un rapporto di collaborazione per dare rilevanza alle questioni relative ai minori, comprese quelle di disagio, criticità e che meritano protezione, “conformemente alle proprie distinte competenze e agli obiettivi che entrambe le associazioni si propongono” è scritto del documento firmato. Già il 28 maggio 2008, il Comitato Italiano per l’Unicef e l’Acp, proprio con l’obiettivo finale di rafforzare la collaborazione già attiva da molti anni, avevano sottoscritto un protocollo d’intesa che si muoveva in questa direzione. Oggi i principi già espressi si rafforzano. Entrambe le realtà s’impegnano a favorire “il benessere dei bambini e la conoscenza delle criticità sul territorio, compresa quella ambientale, attraverso i propri mezzi di informazione, il sito web, newsletter, pubblicazioni a mezzo stampa e online”. Tali propositi si concretizzeranno attraverso seminari, incontri formativi e dialogo con esperti, associazioni e istituzioni. Si tratta di una firma importante perché sancisce il bisogno, più volte chiesto dall’intera comunità del tarantino, di ascoltare la voce dei bambini, esposti alle criticità che il territorio vive nel quotidiano. Il protocollo firmato ha durata triennale.

Il documento è in linea con i principi generali a cui si ispirano Unicef e ACP. L’Unicef infatti per sua forma costitutiva, promuove e tutela i diritti dell’infanzia e dell’adolescenza (0-18 anni) in tutto il mondo, e contribuisce al miglioramento delle condizioni di vita di tutti i bambini, ma monitora anche l’attuazione dei diritti dei bambini coordinandosi con istituzioni, associazioni e con ogni altro soggetto pubblico o privato, incluso il Garante dell’Infanzia, dove istituito.

L’Associazione Culturale Pediatri dal canto suo, è nata con lo scopo di diffondere la cultura dell’età evolutiva e si propone come interlocutore propositivo con le istituzioni pubbliche e private. Nel concreto partecipa a progetti di cooperazione nazionale ed internazionale per la promozione e la salvaguardia della salute dell’età evolutiva.