L’amministrazione comunale si congratula con la Polizia di Stato di Taranto, guidata dal questore Giuseppe Bellassai, per la brillante operazione antidroga messa a segno in queste ore con il coordinamento dalla “Direzione distrettuale antimafia” (Dda) di Lecce.

«Siamo particolarmente grati al questore Bellassai e a tutti i suoi agenti e funzionari – ha spiegato il sindaco Rinaldo Melucci – perché questa attività ha consentito di debellare una centrale di spaccio che operava anche davanti alle nostre scuole. È un fenomeno contro il quale avevamo già messo in campo tutti gli strumenti a nostra disposizione, firmando uno specifico protocollo d’intesa con la Prefettura a fine 2019 e partecipando con la Questura al tavolo tecnico informale “Scuole Sicure 2019-2020”. In quelle occasioni avevamo predisposto una serie di attività per contenere questo fenomeno, come l’installazione di telecamere davanti ad alcuni istituti, una presenza maggiore della Polizia Locale, campagne di sensibilizzazione. Tutte attività che forniscono un supporto al prezioso compito svolto da tutte le forze dell’ordine, capaci di intercettare queste organizzazioni criminali che covano all’interno della nostra città, minandone sicurezza e immagine».

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C’erano anche studenti di scuole superiori tra gli acquirenti di una organizzazione criminale smantellata oggi dalla Squadra Mobile della Questura di Taranto, che ha eseguito 16 ordinanze di custodia cautelare firmate dal gip del tribunale di Lecce su richiesta della procura distrettuale antimafia. A vario titolo, vengono contestati i reati di associazione per delinquere finalizzata al traffico di sostanze stupefacenti e all’esercizio abusivo dell’attività di gioco e scommesse.

L’attività di indagine, partita a seguito di alcuni sequestri di stupefacenti a carico di giovanissimi, in particolare studenti a cui la sostanza veniva ceduta in prossimità degli istituti scolastici, ha condotto gli investigatori alla fonte di approvvigionamento della droga. Il sodalizio criminoso secondo i poliziotti aveva una “impressionante capacità organizzativa” e poteva contare sulla disponibilità di ingenti quantità di denaro. La “spregiudicatezza” era invece testimoniata dalla disponibilità di armi e munizioni e dal “frequente ricorso alla violenza nei confronti dei debitori insolventi”. Il gruppo era in grado di soddisfare le richieste sia degli assuntori sia di numerosi pusher, garantendo così un continuo approvvigionamento di cocaina, hascisc e marijuana da distribuire nelle piazze dello spaccio. In altri comuni del tarantino operavano articolazioni della presunta organizzazione che “reggevano le fila dello spaccio – puntualizza la Questura – avvalendosi della copertura di attività commerciali e di circoli ricreativi adibiti anche a centri per l’esercizio abusivo dell’attività di scommesse”. (ANSA).