3 anni di intensa attività investigativa, condotta con l’ausilio dei sommozzatori del Corpo, hanno portato alla luce un giro di affari superiore al milione di euro che si basava sull’estrazione illecita della specie protetta del dattero di mare.

L’irreversibile danno apportato all’ecosistema della fascia costiera orientale jonico-salentina ha comportato la desertificazione di oltre 3000 mq di fondali marini. Gli avvisi di garanzia, emessi dall’Autorità Giudiziaria di Taranto, riguardano 49 soggetti coinvolti a vario titolo nella distruzione dell’ambiente marino finalizzato alla raccolta, commercializzazione e detenzione della specie protetta.