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«Il 24 aprile 1915 inizia ufficialmente il genocidio degli Armeni, eppure secondo la Bibbia fu proprio sulle alture del monte Ararat che l’Arca di Noè si sarebbe fermata.» A ricordare una delle più grandi tragedie della storia dell’umanità è Michele Mirelli, con la sua “pillola di storia”.

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«Il genocidio – ricorda Michele Mirelli – iniziò infatti lontano dal monte Ararat, a molti chilometri di distanza dall’ Armenia storica. A Costantinopoli nella notte del 24 aprile, nelle case degli intellettuali, degli studiosi e dei poeti per poi proseguire e fu cosi che, sistematicamente, il massacro andò avanti più ad Oriente, nelle terre abitate da millenni dal popolo Armeno. Si uccisero gli uomini e si deportarono i bambini e le donne nel deserto siriano, dove morirono per la fame e per la sete, completamente abbandonati, come ora sono abbandonate le comunità Cristiane con il silenzio, interrotto solo da Papa Francesco, che non poteva però ricordare alcuni macabri particolari dell’eccidio Armeno (1.500.000 vittime), allorquando ai bambini vennero inchiodati ai piedi dei ferri di cavallo. I beni sequestrati andarono ad arricchire alcune famiglie Turche. Fu il Medz Yeghern, il Grande Male o grande crimine in Turco.

Credo che papa Francesco abbia fatto bene a ricordare tale eccidio – conclude Michele Mirelli –  proprio per interrompere il silenzio anche di Renzi che non può qualificarsi solo indifferenza, ma anche voluta ignoranza (dal verbo ignorare, non conoscere la storia) oltre che per opportunità politica!»

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