La processione dei Misteri si svolge a Taranto dal 1765 ed è curata della confraternita del Carmine, con la partecipazione del clero. Esce dalla chiesa del Carmine, ubicata nel centro cittadino di Taranto, nel tardo pomeriggio del Venerdì Santo: alle 17,00, e si compone di 11 elementi tra simboli e gruppi lignei raffiguranti episodi della passione di Gesù e sono portati in processione dai “perdoni”, i confratelli vestiti con l’abito tradizionale che si compone di un camice bianco stretto in vita e sui polsi; un rosario nero appeso in vita con medaglie sacre ed un crocifisso, pendenti sulla destra del camice; una cinghia di cuoio nero attaccata in vita e fatta pendere sul lato sinistro del camice, rappresentante la frusta che colpì Gesù; una mozzetta color crema abbottonata sul davanti; due scapolari recanti rispettivamente le scritte ricamate “Decor” e “Carmeli” in seta blu chiaro; un cappuccio bianco con due forellini all’altezza degli occhi; un cappello nero bordato con nastro blu chiaro, dai cui lati scendono altri due nastri anch’essi blu, indossato in testa sul cappuccio o appoggiato sopra le spalle, fissato in vita con un nastro che viene fatto passare attraverso un’asola che si trova nell’abbottonatura della mozzetta; una corona di sterpi poggiata sul capo; guanti bianchi.

I Perdoni portano inoltre una mazza alta circa due metri che simboleggia l’antico bastone dei pellegrini; procedono a ritmo lentissimo accompagnati dalle marce funebri.

La processione dei Misteri, come quella dell’Addolorata, è aperta dal troccolante, seguono nell’ordine: il Gonfalone, ovvero la bandiera della confraternita, la Croce dei misteri, il Cristo all’Orto, la Colonna, l’Ecce Homo, la Cascata, il Crocifisso, la Sacra Sindone, il Gesù Morto, l’Addolorata. Tra una statua e l’altra si collocano le “poste”(le coppie di perdoni incappucciati); ci sono poi carabinieri e guardie in alta uniforme e onorificenze.

La processione dei Misteri procede per le strade del Borgo Nuovo secondo il seguente percorso: Chiesa del Carmine – Piazza Giovanni XXIII (ex – Piazza Carmine) – Via D’Aquino – Piazza Maria Immacolata – Via Di Palma – Via Regina Elena – Sosta nella chiesa di San Francesco di Paola – Via Anfiteatro – Via Massari – Piazza Giovanni XXIII (ex – Piazza Carmine) – Chiesa del Carmine.

Le statue vengono portate a spalla da 4 confratelli le“sdanghe”, a viso scoperto per praticità e sicurezza vista la pesantezza della statua, aiutati da 4 confratelli in abito nero e corona di spine in testa, le “forcelle” in quanto reggono un’asta in legno con un incavo in metallo su cui, a richiesta, vanno poggiate le sdanghe appunto, i longheroni in legno alla base delle statue.

Ad intervallare i gruppi statuari, coppie di confratelli incappucciati, gruppi bandistici che eseguono splendide e toccanti marce funebri. All’uscita dell’ultima statua dalla chiesa, verso le 08:00 di sera, si chiude il portone del Carmine, ed anche questo è un momento toccante. La processione è accompagnata da tre bande che suonano marce funebri, ed effettua durante il percorso una sosta nella chiesa di San Francesco da Paola. Vi sono inoltre tre coppie di poste sistemate davanti alle statue e sette Mazze che hanno il compito di mantenere ordinata la processione e di sostituire i confratelli in caso di necessità.

La processione rientra nella chiesa del Carmine la mattina del Sabato Santo, intorno alle 9:00 e lo fa con un rito particolare: il Troccolante batte per tre volte su un’anta della chiesa del Carmine e lo fa utilizzando l’estremità della sua mazza che poggia sul terreno; gli viene aperto: è il segno che tutto è compiuto, e pian piano rientrano tutti. Questo è uno dei momenti più attesi ed affollati di tutta la processione, momento di tristezza e di meditazione, lacrime e abbracci.