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«Dopo l’annuncio di ieri da part del vice Ministro Teresa Bellanova, oggi il ministro alla Coesione territoriale e al Mezzogiorno, Claudio De Vincenti, mi ha trasmesso “l’intesa conclusiva del Mit (Ministero delle infrastrutture e dei trasporti, ndr), dopo il parere dell’Avvocatura dello Stato, che istituisce l’Agenzia per la somministrazione del lavoro nel Porto di Taranto”».
È quanto comunica l’onorevole Ludovico Vico, in seguito alla costituzione dell’Agenzia per i lavoratori ex TCT (Taranto Container Terminal, ndr) del porto di Taranto.

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«Ora – spiega il deputato del Pd – i 518 lavoratori della ex TCT, saranno assunti dall’Agenzia per un peridio non inferiore a 36 mesi, per la riqualificazione e la ricollocazione al lavoro.
Il provvedimento fa riferimento all’articolo 4, comma 1 del decreto legge n° 243 del 2016, convertito in legge n.18 del 2017.
L’Agenzia sarà sottoposta alle stesse norme che disciplinano le agenzie di somministrazione, tranne per quanto attiene i finanziamenti che, in questo caso, saranno pubblici ed ammonteranno a 18milioni 144 mila euro per il 2017, 14milioni 112 mila euro per il 2018 e 8milioni 64mila euro per il 2019.
Lo stesso decreto stabilisce che l’Agenzia svolgerà attività di supporto alla collocazione professionale dei lavoratori iscritti nei propri elenchi anche attraverso la loro formazione professionale in relazione alle iniziative economiche e agli sviluppi industriali dell’area di competenza dell’Autorità. La Regione potrà cofinanziare i piani di formazione o di riqualificazione del personale che dovessero rendersi necessari. La somministrazione di lavoro potrà essere richiesta da qualsiasi impresa abilitata a svolgere attività nell’ambito portuale di competenza dell’Autorità di sistema al fine di integrare il proprio organico. Anche in caso di nuove iniziative imprenditoriali o produttive che dovessero localizzarsi nel porto, le imprese concessionarie dovranno far ricorso per le assunzioni a tempo indeterminato e determinato.

«In questi ultimi tre anni – dice Vico – dopo un lungo periodo di buio, abbiamo avuto un soggetto non esclusivo ma fondamentale e decisivo per riportare Taranto a nuova luce, che è stato il Governo italiano a guida Renzi e Gentiloni. È facile parlare di futuro, ma il vero problema sono le cose concrete. Oggi troviamo riscontro nel lavoro del Governo per Taranto e, la questione Porto né è un esempio evidente».

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