È stato approvato l’emendamento, a firma del gruppo Pd – Ghizzoni, Vico e altri -, all’articolo 22 del Decreto Legge n°50 -“Disposizioni urgenti in materia finanziaria”, così detta “manovrina” – finalizzato alla statizzazione e razionalizzazione delle Istituzioni AFAM (Alta Formazione Artistica Musicale) non statali, tra cui l’Istituto Musicale Paisiello.

La norma prevede che a decorrere dall’anno 201, si proceda alla graduale statizzazione e razionalizzazione di una parte degli Istituti superiori musicali non statali e le Accademie di belle arti non statali. A tal fine vengono stanziati 63milioni di euro nel quadriennio 2017/2020 (suddivisi in: 7,5 milioni nell’anno 2017, 17 milioni nel 2018, 18,5 milioni nel 2019 e 20 milioni a decorrere dall’anno 2020), da ripartire con decreto del Mef (Ministro dell’economia e delle finanze), su proposta del Miur (Ministro dell’istruzione, dell’università e della ricerca).

«Dopo 17 anni – ha dichiarato l’onorevole Vico – siamo riusciti a raggiungere un nuovo fondamentale traguardo verso la salvaguardia dell’Istituto Musicale Paisiello, eccellenza che non possiamo permetterci di perdere e alla quale è necessario offrire risposte adeguate. Lo abbiamo fatto mantenendone anche la sua autonomia e tutelando i posti di lavoro. La statizzazione del Paisiello, infatti, consentirà di stabilizzare in maniera definitiva i lavoratori.

La salvaguardia del Paesiello – ha evidenziato Vico – continuerà a rappresentare la presenza sul territorio di un contenitore culturale di fondamentale importanza per la crescita in campo musicale di numerosi giovani ionici. La crescita socio-economico di un territorio passa dalla valorizzazione delle sue proposte culturali e della sua offerta formativa.

Corre l’obbligo di ringraziare – ha concluso il deputato Pd – i dipendenti del Paisiello che hanno creduto nel futuro dell’Istituto Musicale. Un ringraziamento va anche ai sindacati che hanno portato avanti con convinzione e costanza la vertenza Paisiello. Ed ancora un grazie alle istituzioni, le quali hanno dimostrato che, facendo rete, si possono raggiungere gli obiettivi di interesse comune».