Sempre più spesso si assiste a fenomeni di violenza nei confronti delle donne e di soggetti deboli.

Questi atti scellerati sono quasi sempre il momento conclusivo di un rapporto complesso tra la vittima e colui che agisce la violenza. Sebbene la violenza sulle donne abbia sempre fatto parte della storia dell’uomo, solo di recente s’è cominciato a parlare di dipendenza affettiva come di vera e propria patologia che non consente alla vittima di liberarsi del proprio carnefice nonostante la società moderna garantisca a chi è sottoposto a oppressione più di una via di fuga.

Violenza sulle donne: stupro, ma non solo

Sebbene a destare scalpore conquistando le prime pagine dei giornali siano solitamente le violenze a sfondo sessuale, è bene evidenziare che la violenza contro le donne non è solo stupro, ma può essere anche psicologica ed economica, ovvero comportamenti di umiliazione, svalorizzazione, controllo ed intimidazione, nonché di privazione o limitazione nell’accesso alle proprie disponibilità economiche o della famiglia. Capita così che quando l’autostima si riduce fino a farci credere di essere una nullità senza il proprio persecutore, si crea una dipendenza psicologica ancora prima che materiale, e quella della sottomissione sembra l’unica strada possibile.

Da queste considerazioni prende il via un progetto multidisciplinare che vuole sviscerare il problema della dipendenza affettiva attraverso l’analisi di casi reali e di studi scientifici sull’argomento, in maniera da aumentare la consapevolezza del problema ed indicare delle possibili vie d’uscita dal fenomeno.

“Ho bisogno del mio carnefice?”

Sabato 18 gennaio 2020, dalle ore 9:30 alle 12:30, presso la sede della ASD Fenice Rossa in viale Gramsci 73 a Grottaglie, saranno analizzate le dinamiche della dipendenza psicologica e successivamente si discuterà di come la legge protegga la vittima di violenza e la accompagni verso un futuro di libertà e indipendenza. Parte integrante dell’incontro sarà un momento dedicato alla illustrazione delle tecniche pratiche di difesa personale da utilizzare in situazioni di emergenza per sfuggire alla minaccia. Interrompere una aggressione e procurarsi una via di fuga, basta solo questo nella maggior parte delle situazioni critiche per avere successivamente la possibilità di chiedere aiuto.

Purtroppo la violenza di genere è un fenomeno ancora sommerso ed è elevata la quota di donne che non parlano con nessuno della violenza. Per questo motivo le politiche di sensibilizzazione sono essenziali per trasmettere il messaggio che parlare della violenza subita ed entrare in contatto con le istituzioni e i servizi dedicati costituiscono una preziosa fonte di aiuto. Molte donne non considerano la violenza subita un reato ed è quindi importante far crescere la consapevolezza femminile rispetto a quanto subito.