Quando un organismo vivente smette di crescere inizia – filosoficamente ma anche realmente – a procedere verso il suo inevitabile declino, e lo stesso può dirsi di una Scuola, di una organizzazione, di una associazione.

Oggi la pratica sportiva sta subendo una rivoluzione copernicana, non solo a livello professionistico ma anche, se non soprattutto, a livello dilettantistico ed amatoriale. Basta anche solo confrontare materiali, attrezzature e metodi di allenamento o strategie di gara utilizzate dieci anni fa con quelle attualmente disponibili per constatare quanto questo sia vero.

E’ altrettanto innegabile che anche la nostra società ha subito notevoli cambiamenti negli ultimi anni: una aspettativa di vita più alta, una maggiore disponibilità di tempo libero, un più frequente confronto con culture ed abitudine diverse dalle nostre tradizioni, attenzione alle differenze di genere ed alle diverse abilità sono solo alcuni dei fattori che oggi influiscono in maniera sensibile sulla pratica sportiva dilettantistica ed amatoriale.

Aggiungiamo poi che è oramai assodato che la pratica sportiva è un vero e proprio farmaco, efficace ed economico nel contrastare numerose patologie ed in grado di permettere e mantenere una qualità della vita all’altezza dei più elevati standard.

Chi oggi si confronti con la pratica sportiva non può non tenere conto di questi aspetti, sia che li affronti da semplice praticante che da dirigente o “addetto ai lavori” in una società o associazione sportiva; nel “mare magnum” delle informazioni oggi disponibili sia sui canali tradizionali che in quelli più tecnologicamente innovativi c’è il rischio di naufragare e perdersi, soffocati da contraddizioni, sentito dire e opinioni non sempre supportate da informazioni certe.

Ecco quindi che è sempre più necessario, se non indispensabile, poter contare su partner istituzionali in grado di affiancare lo sportivo, offrendogli strumenti efficaci per percorrere strade conosciute ed esplorare – nel contempo – nuove possibilità di pratica. Un plauso va quindi al Comune di Grottaglie ad all’Assessorato allo Sport, Tempo libero, Associazionismo e Politiche Giovanili che – nell’ambito delle iniziative organizzate per “Grottaglie 2020” – in collaborazione con lo C.S.A.In. Puglia, il Comitato Italiano Paralimpico e il Ministero del Lavoro e delle Politiche Sociali ha organizzato un seminario formativo sulle pratiche dello Sport Sociale. Studenti, donne lavoratrici, anziani, extra comunitari, diversamente abili sono solo alcuni dei soggetti che oggi si confrontano con sempre maggior frequenza con la pratica sportiva, ottenendo evidenti benefici in termini di benessere psicofisico.

 

Una pratica sportiva forse lontana dai riflettori dei media mainstream e altrettanto distante dagli eccessi a cui purtroppo la cronaca spesso ci riporta, una pratica sportiva in grado di rinforzare il tessuto sociale, prevenire disagi e devianze, favorire aggregazione e buone pratiche condivise per dare vita ad un concetto di cittadinanza attiva e consapevole che si riverbera anche al di fuori di campi da gioco e spogliatoi, con effetti positivi anche nel vivere quotidiano, favorendo la conoscenza e la sperimentazione dei concetti di lealtà, cooperazione, spirito di squadra e sano agonismo.