Una croce di colore rosso tracciata su alcuni ulivi infettati dalla 'Xylella fastidiosa', il batterio che sta decimando gli ulivi del Salento, Brindisi, 24 marzo 2015. ANSA/ MAX FRIGIONE

Non ci stupisce l’avanzamento della procedura d’infrazione della Commissione Ue contro l’Italia sulla questione Xylella.” Lo dichiara l’eurodeputata del MoVimento 5 Stelle, Rosa D’Amato, che commenta l’invio del parere motivato della Commissione Ue all’Italia, che rappresenta un passo ulteriore verso la procedura d’infrazione per il caso Xylella.

I governi nazionale e regionale – ricorda la europarlamentare ionica – si erano impegnati a procedere con oltre 800 abbattimenti e ne hanno fatti solo un quarto, e sui monitoraggi che dovevano essere attuati a maggio non vi è ancora traccia. La verità è che il ministro Martina e il presidente Emiliano, anziché opporsi in sede Ue a misure sbagliate e dannose e fare squadra con chi, come noi, ha fin dall’inizio protestato contro tali misure, si sono inginocchiati a Bruxelles, salvo poi accorgersi in patria che le azioni richieste non erano praticabili. Il risultato è che a pagare saranno gli italiani e gli agricoltori pugliesi. Oltre al danno, la beffa.

“Questa beffa – prosegue la D’Amato– è frutto delle colpe politiche e amministrative del governo nazionale e di quello regionale, incapaci in Puglia di far rispettare le buone prassi e a Bruxelles di difendere le istanze del territorio. Ma anche l’Ue ha, dal suo canto, gravissime responsabilità: per il caos creato fin dal principio con le sue misure insensate e dannose, per non aver allargato adeguatamente e tempestivamente, come richiesto da noi e da tantissimi esperti, il campo della ricerca a livello europeo e, per ultimo, per i ritardi sulle autorizzazioni ai reimpianti, ritardi che hanno favorito speculazioni e confusione a danno degli agricoltori pugliesi. Per tali ragioni, se fosse possibile, ci vorrebbe una procedura d’infrazione contro la stessa Commissione Ue.

All’Ue – conclude D’Amato – ricordiamo che gli abbattimenti indiscriminati non servono, perché, come dimostrano i focolai registrati di recente nella Spagna continentale, che di certo non sono collegabili alla Puglia, la Xylella è endemica in Europa e come tale va trattata. La Commissione, invece, continua a intestardirsi sulle sue posizioni, che sono dannose e controproducenti non solo per la Puglia, ma per il resto d’Europa”.