Una croce di colore rosso tracciata su alcuni ulivi infettati dalla 'Xylella fastidiosa', il batterio che sta decimando gli ulivi del Salento, Brindisi, 24 marzo 2015. ANSA/ MAX FRIGIONE

Se la xylella è un dramma che sta mettendo in ginocchio l’economia ed il territorio salentino, la virulenza dell batterio ed i rischi potenziali per tutto il territorio europeo impongono di cercare – e trovare al più presto – soluzioni condivise e rimedi efficaci.

Revisione delle misure fitosanitarie di emergenza per il contrasto alla Xylella

Si è tenuto a Bruxelles il primo incontro del Comitato fitosanitario permanente dove è stata presentata la bozza di revisione della Decisione di esecuzione (UE) 2015/789 relativa alle misure fitosanitarie di emergenza per il contrasto alla Xylella fastidiosa che colpisce gli ulivi pugliesi. La decisione, periodicamente modificata per tenere conto delle nuove conoscenze tecnico-scientifiche sulla batteriosi acquisite nel tempo, prevede tante novità derivanti da un percorso di revisione completa che ha tenuto conto del mutato scenario europeo e delle difficoltà che in tutta Europa sono state incontrate nell’adozione delle misure di lotta previste in diversi focolai in Italia, Francia, Spagna e Portogallo.

L’Abbate: “I paesi colpiti stanno facendo fronte comune”

La nota positiva è che i Paesi colpiti stanno facendo fronte comune e stanno marciando in maniera univoca – commenta il Sottosegretario alle Politiche Agricole, Giuseppe L’Abbate – Questi Stati rappresentano una maggioranza qualificata e importante ai fini della votazione finale del testo revisionato. Seguiremo con attenzione e sosterremo con massimo impegno il fondamentale lavoro dei funzionari Mipaaf a Bruxelles. Nelle prossime riunioni, che dovrebbero giungere a conclusione ad inizio 2020, si affronteranno i rilievi giuridici, scientifici e politici che i diversi Stati membri presenteranno in relazione alla proposta di revisione in discussione”.

Aldilà di quelle che potranno essere le misure adottate per prevenire l’estendersi dell’infezione e il trattamento delle piante già colpite dall’azione del batterio, sembra ormai unanimemente condivisa l’opinione che rimane elemento essenziale l’abbattimento immediato delle piante riscontrate infette per sottrarle all’azione di diffusione dei vettori ma diverse sono le modifiche apportate. L’area soggetta a taglio obbligatorio intorno alle piante infette dal batterio si riduce (la proposta sul tavolo prevede di scendere dagli attuali 100 metri ad appena 10 metri), limitando così l’impatto ambientale e le azioni legali avanzate dagli operatori e dalle associazioni ambientaliste non favorevoli a questa strategia di intervento, con forte incremento delle analisi a tutte le piante dell’intorno. Inoltre, sono stati rivisti i criteri di delimitazione dei focolai, con la proposta di dimezzare l’ampiezza della zona cuscinetto che passa da 10 a 5 km nel caso delle aree gestite con misure di contenimento. In Puglia, anche la zona di intervento obbligatorio si riduce dagli attuali 20 km a 10 o 5 km.

Importanti novità anche per il comparto vivaistico

Le restrizioni alla movimentazione e commercializzazione per le piante specificate e potenzialmente infette alla Xylella fastidiosa, , prodotte all’interno di ogni zona delimitata, saranno applicate alle sole specie vegetali ospiti della subspecie (o ceppo) presente nell’area delimitata in questione. La movimentazione di piantine di alcune specie diffuse sul nostro territorio come le brassiche (cavolo, rapa, cavolfiore) o anche i pomodori, il cui divieto dal settembre 2018 ha interessato comuni come Fasano e Monopoli a forte vocazione vivaistica, sarà permessa trattandosi di vegetali potenzialmente ospiti della sola subspecie pauca della Xylella fastidiosa.

Infine, è intenzione della Commissione intensificare le attività di monitoraggio intensivo basate su criteri statistici di indagine, comuni per tutti i Paesi membri, abbandonando le griglie rigide, al fine di avere indicazioni certe sullo stato fitosanitario del territorio dell’Unione.