Un antico proverbio ricorda che spesso noi vediamo il giardino del vicino più verde del nostro, anche se coltivato con le stesse piante.Un modo come un altro per suggerirci che spesso doppiamo viaggiare lontano per scoprire qualcosa che abbiamo in realtà vicino, come insegna anche la trama de “L’Alchimista” di Paulo Coelho.

Capita così di recarsi a migliaia di chilometri da Grottaglie, alloggiare in un albergo a quattro stelle nel centro di una capitale europee, in una stanza arredata in modo ricco ed elegante , aprire la porta del bagno ed avere per un istante l’impressione di aver varcato un portale in grado di farci viaggiare nello spazio e nel tempo, facendoci trovare di fronte ad un pavimento che sembra quello di una nostra casa del secolo scorso.

 

Un pavimento che ricorda quelli che in passato sono stati violentemente estirpati da tante case del nostro centro storico per andare a riempire discariche per materiali inerti che hanno butterato il nostro territorio, un pavimento come quelli che violenti malfattori hanno divelto dai palazzi nobiliari di Taranto per poi rivenderli per pochi spiccioli a volgari approfittatori più interessati ad apparire che a conservare, condannando a morte certa secoli di Storia.
Così, di fronte al quel pavimento, non ci si può non domandare perché quello che a Bruxelles è apprezzato, valorizzato, esposto da noi viene cancellato, ignorato, devastato. Perché quello che altrove è un tesoro per noi non è altro che una polverosa reliquia difficile da pulire che poco o nulla si riesce ad affiancare ad un arredamento componibile “compra&monta” in stile nordeuropeo, perché siamo così ciechi da non vedere il tesoro su cui – letteralmente – siamo seduti.

Sarà il caso di riflettere su quello che siamo stati per meglio comprendere cosa vorremmo diventare, perché se una città come Laterza ha di fatto ricostruito una storia ed una economia su un passato ceramico che non aveva più presente, a maggior ragione questo potrebbe farlo Grottaglie, che possiede ancora decine e decine di botteghe attive e certamente in grado di poter essere credibili ed efficaci alfieri della nostra tradizione.

Ben vengano le mostre che espongono l’arte contemporanea, che forniscono nuova linfa e intriganti stimoli di riflessione, ma altrettanto benvenuto dovrebbe essere uno sforzo mirato a valorizzare un patrimonio che noi per primi dobbiamo conoscere e amare per poterlo offrire a chi arriva a Grottaglie per turismo o per lavoro e merita di scoprire l’eccezionale bellezza della variegata tradizione che le è propria.