“Nel Consiglio Comunale tenutosi in data 22 gennaio 2021 si espongono le problematiche del settore Horeca e della ristorazione nei territori colpiti da covid-19 per interventi immediati relativi agli adempimenti tributari delle imprese.”

“Da ciò è scaturita anche la necessità di interfacciarsi con le associazioni territoriali del settore oggetto all’ordine del giorno, per avere un maggiore contributo di discussione. Sono stati presenti a dare il loro contributo all’interno del Consiglio gli ospiti del settore imprenditoriale per poter esprimere la loro opinione.” E’ quanto comunica il Consigliere Domenico Rossini, Italia in comune, in una nota in cui ringrazia i consiglieri firmatari Raffaela Caso, Ciro Petraluro, Antonio Delli Santi e Giovanni Marinelli.

“Questi settori intendono fare un appello a tutti i livelli istituzionali soprattutto al presidente Anci, per mettere in chiara evidenza come l’emergenza sanitaria covid-19 ormai perdurante da 10 mesi stia colpendo al cuore l’intero mondo occupazionale e imprenditoriale del settore in oggetto, nonché tutte le preziose filiere e maestranze e professionalità che da essi dipendono, innumerevoli atti e provvedimenti normativi emanati dal Governo Regioni e Comuni, sovente discriminatori per le attività minacciano infatti la sopravvivenza delle categorie e il loro lavoro viene svilito inoltre da vere e proprie campagne di comunicazione discriminatorie persecutorie, restando senza margini di guadagno grammaticamente limitato o addirittura impedito, l’horeca Ah già subito 150 giorni di chiusura e restrizione nell’arco dei 10 mesi e chiedono un’azione urgente quanto mai concreta, un’azione di programmazione strategica svincolata dalla fallimentare ed inefficace logica dei ristori, fin qui disposti in modo frammentario dispersivo ed estremamente insufficiente.” prosegue Rossini.

“Auspicano interventi che chiariscono realmente la tenuta del complessivo sistema imprenditoriale, professionistico ed occupazionale dei loro comparti, senza escludere delle misure di sostegno determinati da codici Ateco a determinati soggetti a causa di vuoti normativi e misure ingiustificatamente discriminatorie.  – spiega il Consigliere – Chiedono ai ministri competenti di abolire gli adempimenti tributari, almeno per tutto il periodo interessato dallo stato di emergenza sanitaria con particolare attenzione ai territori colpiti da covid-19, di concentrare programmi di defiscalizzazione e decontribuzione rivolti ai titolari di imprese e di partita IVA delle filiere, e la possibilità di maggiori e stringenti tutele dei loro dipendenti per tutto il periodo di interesse, provvedendo l’accesso tempestivo ai fondi di provenienza pubblica.”

“Il segretario dell’associazione horeca esprime la situazione di disagio del settore è che questa situazione della pandemia ha portato ad una crisi sanitaria accompagnata da una crisi economica,  – prosegue la nota – la natura dei Ristori Comunque non è necessaria se non associata una politica fiscale adeguata. Accanto alla logica dei Ristori è arrivato il momento del cambiamento Affinché si adotti una defiscalizzazione le misure adottate finora hanno previsto un rinvio Che significa allungare la loro agonia è necessaria una concreta abolizione di una parte dei tributi e che l’amministrazione locale può attuare limitatamente sempre però con il sostegno degli altri livelli governativi per poter avere un trampolino di lancio per il futuro.”

“Nell’ intervento di Giuliano Cannizzo responsabile provinciale Associazione europea professionisti e imprese ha affrontato il tema della crisi horeca che ha portato più duramente a delle restrizioni e a dei contenimenti posti in essere dal governo per contenere gli effetti della pandemia.”

“Da una serie di dati su ciò che era prima della pandemia e dopo il 2020 e agli inizi del 2021 si riconferma che il settore horeca è un settore importante dell’asse economico è in piena pandemia, i dati dei consumi extradomestici hanno subito un calo del 40%, determinando una riduzione che si aggira intorno ai 34 miliardi di euro in tutta Italia, questo crollo sta mettendo in sofferenza diversi comparti per esempio quello delle bevande analcoliche che non riesce a compensare le perdite il settore di catering e intrattenimento hanno perduto quasi interamente la loro attività nel corso della pandemia!” conclude la nota.