Sono ore critiche quelle che sta vivendo l’intero paese da questa mattina, quando ArcelorMittal ha comunicato di voler lasciare l’Ilva ai Commissari.

L’annuncio della multinazionale dell’acciaio arriva con un comunicato stampa, nel quale ArcelorMittal chiede ai Commissari straordinari di assumersi la responsabilità delle attività di Ilva e dei dipendenti entro 30 giorni dal ricevimento della comunicazione.

Fulmine a ciel sereno e Politica in subbuglio

La scelta di Mittal è stato un fulmine a ciel sereno, anche se, oggettivamente, questa decisione era stata annunciata in caso della perdita del cosiddetto scudo penale-

Matteo Salvini si è presentato in sala stampa al Senato dicendosi preoccupato per i 20mila posti di lavoro a rischio, tra diretto e indiretto. E’ una crisi senza precedenti.

Vertice del Governo

I  ministri Stefano Patuanelli (Sviluppo economico), Giuseppe Luciano Provenzano (Sud) e Sergio Costa (Ambiente) si sono riuniti in un vertice al Mise sul futuro del gruppo Ilva dopo la comunicazione di ArcelorMittal. Conte ha poi convocato il ministro Patuanelli anche a palazzo Chigi.

La posizione del Sindacato UILM

“La rescissione del contratto da parte di ArcelorMittal è una notizia drammatica ma era nell’aria, ce l’aspettavamo dopo le ultime decisioni del governo e del Parlamento”.
Così Rocco Palombella, Segretario Generale Uilm, dopo aver appreso, attraverso gli organi di stampa, della volontà da parte della multinazionale dell’acciaio di voler rescindere l’accordo per l’affitto con acquisizione delle attività di Ilva Spa.
“Nessuna azienda è in grado di produrre in un contesto difficile, in un clima pesante avendo tutti contro, dal governo alla regione fino al Comune di Taranto” dichiara il leader Uilm.
“Ora si apre una fase drammatica – continua Palombella – dall’esito incerto con il forte rischio di bloccare il risanamento ambientale causando una bomba ecologica, oltre alla perdita di 20mila posti di lavoro”.
 
“Come già successo – aggiunge – l’Italia perde un pezzo importante di uno dei più importanti settori della nostra produzione manifatturiera, la stessa siderurgia che il governo dichiarava essere essenziale per il nostro Paese”.
“Ancora una volta – prosegue – la politica e le istituzioni hanno seguito un’onda populista e non gli interessi reali del paese, dei lavoratori e dei cittadini”.
“Ora il governo e il Parlamento – conclude – si devono assumere le loro responsabilità e devono porre rimedio a un disastro che loro stessi hanno causato e che si sta per abbattere su tutti gli stabilimenti italiani dell’ex Ilva, non solo a Taranto”.

La posizione di ArcelorMittal

AM InvestCo Italy (“la Società”) ha inviato in data odierna ai Commissari straordinari di Ilva S.p.A. una comunicazione di recesso dal contratto o risoluzione dello stesso (“il Contratto”) per l’affitto e il successivo acquisto condizionato dei rami d’azienda di Ilva S.p.A. e di alcune sue controllate (“Ilva”), a cui è stata data esecuzione il 31 ottobre 2018.

Il Contratto prevede che, nel caso in cui un nuovo provvedimento legislativo incida sul piano ambientale dello stabilimento di Taranto in misura tale da rendere impossibile la sua gestione o l’attuazione del piano industriale, la Società ha il diritto contrattuale di recedere dallo stesso Contratto. Con effetto dal 3 novembre 2019, il Parlamento italiano ha eliminato la protezione legale necessaria alla Società per attuare il suo piano ambientale senza il rischio di responsabilità penale, giustificando così la comunicazione di recesso.

In aggiunta, i provvedimenti emessi dal Tribunale penale di Taranto obbligano i Commissari straordinari di Ilva a completare talune prescrizioni entro il 13 dicembre 2019 – termine che gli stessi Commissari hanno ritenuto impossibile da rispettare – pena lo spegnimento dell’altoforno numero 2. Tali prescrizioni dovrebbero ragionevolmente e prudenzialmente essere applicate anche ad altri due altiforni dello stabilimento di Taranto. Lo spegnimento renderebbe impossibile per la Società attuare il suo piano industriale, gestire lo stabilimento di Taranto e, in generale, eseguire il Contratto.

Altri gravi eventi, indipendenti dalla volontà della Società, hanno contribuito a causare una situazione di incertezza giuridica e operativa che ne ha ulteriormente e significativamente compromesso la capacità di effettuare necessari interventi presso Ilva e di gestire lo stabilimento di Taranto.

Tutte le descritte circostanze attribuiscono alla Società anche il diritto di risolvere il Contratto in base agli applicabili articoli e principi del codice civile italiano.

In conformità con il contenuto del Contratto, la Società ha chiesto ai Commissari straordinari di assumersi la responsabilità per le operazioni e i dipendenti entro 30 giorni dalla loro ricezione della predetta comunicazione di recesso o risoluzione.