L’ora legale consiste nella convenzione di avanzare di un’ora le lancette degli orologi durante il periodo che va da fine marzo a fine ottobre.

Lo scopo dell’ora legale è quello di consentire un risparmio energetico grazie al minore utilizzo dell’illuminazione elettrica. L’ora legale non può ovviamente aumentare le ore di luce disponibili, ma solo indurre un maggior sfruttamento delle ore di luce che sono solitamente “sprecate” a causa delle abitudini di orario; utilizzando l’ora legale è possibile sfruttare l’ora di luce dalle 6 alle 7 e ritardare di un’ora l’accensione della luce elettrica alla sera.

L’ora legale, applicata per la prima volta nel 1966, durava quattro mesi, dall’ultima domenica di maggio all’ultima domenica di settembre; in quell’anno specifico restò in vigore dal 22 maggio al 24 settembre. Tale durata venne estesa a sei mesi nel 1981, iniziando l’ultima domenica di marzo e terminando l’ultima di settembre. Un ulteriore prolungamento di un mese è stato introdotto nel 1996, insieme al resto dell’Europa: l’inizio rimane fissato all’ultima domenica di marzo mentre la fine è spostata all’ultima domenica di ottobre.

In questi giorni si sta molto discutendo a livello europeo sulla possibile ABOLIZIONE dell’ora legale, con effetti quindi anche in Italia. Il dibattito è molto acceso a livello europeo, con consultazioni popolari (Francia e Germania in primis) e proposte di legge in Commissione Europea, sulla possibilità di eliminare il cambio dell’ora. La disputa riguarda in particolare le differenze climatiche tra i Paesi del Nord e del Sud Europa in quanto a seconda della latitudine le ore di luce giornaliere cambiano sensibilmente. La proposta è quella di lasciare la possibilità ad ogni Stato facente parte dell’Unione Europea di scegliere se continuare ad usufruire dell’ora solare o di quella legale.  Per la posizione del nostro Paese, proprio a metà strada tra Equatore e Polo Nord, il vantaggio derivante dal cambio dell’ora è molto rilevante dal lato economico (più luce solare = meno consumi elettrici per l’illuminazione).

Secondo le ultimissime notizie in arrivo dalla Commissione Europea l’idea di porre fine al doppio regime orario è rimandata al 2021 senza più alcuna proroga. Per quest’anno quindi tutti pronti con l’orologio alla mano, l’ora legale entrerà in vigore Domenica 31 marzo e terminerà Domenica 27 ottobre 2019. Nella notte tra sabato e domenica quindi sposteremo gli orologi dalle ore 2:00 alle ore 3:00. 

Nei giorni immediatamente successivi al “cambio dell’ora” (ossia al passaggio da ora solare a legale e viceversa), alcune persone lamentano disturbi dovuti all’alterazione del ciclo sonno-veglia. Si tratta dello stesso fenomeno che si riscontra nelle persone che viaggiano in aereo tra paesi separati da diversi fusi orari (il cosiddetto jet lag); in questo caso però l’effetto è minore perché il cambiamento di orario è di una sola ora e molte persone non avvertono alcun disturbo.