Il suo nome significa “Urdhva: all’insù ” e “Dhanu: arco”; è una posizione

così chiamata perchè ricorda l’arco di un arciere in cui il busto e le gambe rappresentano l’asta dell’arco, mentre le braccia la corda. E’ una posizione abbastanza impegnativa, che forse tutti abbiamo fatto da bambini, chiamandola “il ponte”, ma che poi con il passare degli anni abbiamo quasi completamente perso. rinforza tutta la parte posteriore del corpo , quindi gambe , glutei , braccia, spalle e muscoli dorsali. Rende la colonna molto elastica e aumenta la mobilità e l’espansione della zona dorsale. Stira molto intensamente tutta la parte frontale del corpo, in particolare i muscoli del dorso come pettorali, deltoidi e addominali. Favorendo l’espansione del torace aiuta la funzione respiratoria. Tonifica gli organi addominali e pelvici. Grazie all’intenso piegamento all’indietro è una posizione che dona molta energia, rende euforici e rivitalizza l’intero corpo, quindi è utile in casi di leggera depressione. Lavorando sull’apertura del chakra del cuore, Anhata, aiuta ad aprirsi al mondo, dona sicurezza, crea euforia ed è una porta di accesso al corpo delle energie sottili. Posizione: Stendersi supini con le braccia lungo i fianchi e i palmi delle mani rivolti verso il pavimento. Piegate le gambe avvicinando i piedi alle natiche. Sollevate il bacino verso il cielo, mantenendo le spalle sul pavimento. Avvicinate le spalle e inarcate la schiena, sollevati facendo forza sulle mani. Restate in questa posizione per cinque cicli respiratori. Espirando, rilasciate le caviglie, distendetevi e rimanete distesi per un paio di respirazioni.