L’effetto dei risultati relativi alle Elezioni Regionali in Emilia Romagna, soprattutto, e in Calabria non hanno sortito gli scenari che quasi tutti immaginavano. Nessuno scossone al Governo (considerando l’attuale situazione di Taranto non è un male), nessun passo indietro del centrodestra, discesa vertiginosa del M5S e risalita del PD. Tutti scenari già previsti da chi la politica la mastica da un pò.

Insomma… che il PD riconquistasse qualche punto ci sta, lo stava già facendo dalle Europee. Che lo faccia a Reggio Emilia e in tutta la regione ci sta, considerando che è una delle sue ultime roccaforti.

Che il M5S fosse in caduta libera ci sta, vuoi per i dissidi interni al Movimento, che hanno portato alle dimissioni di Di Maio, vuoi per le promesse, in parte non mantenute, vuoi perchè chi governa è sempre sotto la lente del ciclone e ciclicamente l’italiano è ormai sempre più predisposto a cambiare idea rispetto alla volta precedente. Che la Lega non vincesse in Emilia su… diciamolo seriamente… era scontato. Come faceva ad uscir vittoriosa dalla roccaforte rossa d’Italia! Che Fratelli d’Italia continui la sua scalata ci sta, ormai la Meloni è sulla rampa di lancio. 

Tutto scontato quindi? E i commenti, le considerazioni sulla disfatta (?) di Salvini in Emilia, piuttosto che del crollo del M5S o dell’impennata (insomma…) del PD???? Strumentalizzazioni. Politica. Chiacchiericcio. E lo conferma Martina, ieri sera a Porta a Porta ha ammesso che la paura di cedere l’Emilia al centrodestra vi è stata.

Allora… siamo onesti e oggettivi e cerchiamo di fare un’analisi scevra da situazioni di comodo o strumentalizzazioni politiche e veniamo alla Puglia.

Quando si vota in Puglia?

Le elezioni regionali di questa primavera interesseranno Campania, Liguria, Marche, Puglia, Toscana e Veneto. Al momento non vi è una data. Presumibilmente si dovrebbe votare tra maggio e giugno. Si attende il Ministero.

Chi sono i candidati Presidente in Puglia

Michele Emiliano, governatore uscente ha vinto le primarie. Sarà lui il candidato di una parte del centrosinistra. L’altra, con Calenda e Renzi, dovrebbe schierare un proprio candidato, in contrapposizione proprio al presidente uscente. Antonella Laricchia, attuale consigliere regionale, sarà il candidato presidente per il Movimento 5 Stelle. Per la seconda volta. Ci tentò già nel 2015: ma si fermò al 18,42%. Non sono state sciolte le riserve su Raffaele Fitto. Per i media è lui il candidato: nessuna ufficialità al momento. La sua candidatura alleggerirebbe il veto di una parte di pugliesi sulla Lega.

Chi sono i candidati al Consiglio Regionale a Grottaglie

Il Consiglio Regionale pugliese è composto da 50 consiglieri più il presidente. 

Ciro Petrarulo, attuale consigliere di maggioranza a Grottaglie, capogruppo di Utopia, già consigliere provinciale, ha comunicato alla città, già da diverse settimane, la sua candidatura, puntando sull’importanza di avere un rappresentante in Regione per la comunità grottagliese.

Non ha fatto tanto discutere la sua scelta di informare la piazza della sua candidatura con largo anticipo (sui cartelli stradali pubblicitari è presente la sua campagna di comunicazione) quanto invece la scelta di apparire senza simboli di partito. Il senso della sua campagna oggi si basa su tre aspetti: sono Ciro Petrarulo, sarò candidato alla Regione ed è fondamentale che un grottagliese stia alla Regione.

Chiaro, diretto, semplice. Qualcuno ha storto il naso, vuoi per invidia politica, vuoi per invidia “cittadina”, ma la sua campagna è già partita, prima delle primarie e prima di eventuali accorpamenti, alleanze, suggelli.

Ad oggi è l’unico grottagliese che ha espresso la decisione di candidarsi alla Regione.

Gli altri? Al momento non c’è altro. La volta scorsa Alfonso Manigrasso comunicò la propria candidatura il 14 febbraio, si votò il 31 maggio. Michele Santoro lo anticipò: era il 16 dicembre quando annunciò la sua candidatura. Poi ci furono Vito Rossini e Antonella Galeone. Quest’ultima sfiorò l’elezione e per pochi voti dovette cedere lo scranno a Marco Galante.

Il Sindaco Ciro D’Alò non ci sarà. Ad un anno dalla scadenza del suo mandato elettorale alla guida di Grottaglie il primo cittadino comunicò prima di Natale a Gir le sue intenzioni di non candidarsi, nonostante però il suo gruppo di riferimento alcuni mesi prima, era ottobre, diede vita ad un nuovo cartello politico allargato a due movimento di Taranto e San Marzano.

Come andò nel 2015 a Grottaglie

Con il 38,42% dei votanti e 4.565 voti come candidato presidente e 256 (2,15%) come voti unici solo al candidato Emiliano fu il primo. Secondo posto per Francesco Schittulli che con 2.906 voti ottiene il 24,46%. Segue subito dopo Antonella Laricchia con 2.742 e il 23,07%. Staccatissima Adriana Poli Bortone con solo 1.136 voti e il 9,56%. Quindi Riccardo Rossi con il 3,76, Mariggiò con lo 0,47% e Rizzi con lo 0,26%.

Le preferenze nel 2015 a Grottaglie

Michele Santoro con 2.452 vinse “le elezioni a Grottaglie“, ovvero fu il più suffragato nelle preferenze alla carica di consigliere regionale.

Staccato con poco più della metà dei suoi voti si piazzò Alfonso Manigrasso 1.311 preferenze. Terza Antonella Galeone con 1.122. Vito Rossini (317) non ottenne il quarto posto visto che Borraccino piazzò 328 voti, Franzoso 321.

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