Almeno una volta nella nostra vita abbiamo fatto una scommessa con qualcuno o con noi stessi. Della serie “scommettiamo che riesco a bere un bicchiere d’acqua tutto d’un fiato?”, piuttosto che “scommettiamo che azzecco il risultato di una gara?”. Dunque, la passione per il prevedere cosa succederà e cosa non accadrà è atavica nell’uomo, specialmente perché una volta che si è stabilita la scommessa, di conseguenza si stabilisce anche il premio di quella, che può essere una penitenza o una quota in denaro. Da qui, dunque, l’esigenza di creare un vero e proprio fenomeno sociale, cioè quello del betting sportivo.

Certo, lo sport dove ormai si scommette più comunemente è il calcio, specie in Italia, dove il pallone è seguito con una passione quasi smisurata dai tifosi. Ma ci sono molte altre discipline sulle quali i giocatori amano scommettere, come la Formula 1, la MotoGP, l’ippica e così via. Qui trovi il miglior sito di scommesse. Sono famosissime, ad esempio, le scene di un film come Febbre da Cavallo, dove i protagonisti della pellicola scommettevano sull’esito delle corse che si svolgevano all’ex ippodromo romano di Tor di Valle. Ma la domanda che ogni giocatore si pone è quando effettivamente siano nate le scommesse sportive.

Come per tutto il comparto del gioco d’azzardo, anche le scommesse, probabilmente, sono di origine più antica di quanto pensiamo. Proprio per il fatto che l’uomo ha da sempre provato a indovinare cosa sarebbe successo in un determinato evento o momento della storia. Addirittura si tramanda che gli antichi greci potessero scommettere sull’esito delle gare di atletica nelle Olimpiadi. Stessa cosa fatta dai Romani sulle corse dei cocchi al Circo Massimo o sulle sfide dei Gladiatori al Colosseo. Nel medioevo, poi, spopolava a Firenze il Calcio Fiorentino, su cui i toscani sembra scommettessero ingenti cifre.

Ma se parliamo del sistema di scommesse legali in Italia, probabilmente la data è un po’ più recente. Si parla della fine della prima metà del ‘900, quando venne fondata l’Unione Nazionale Incremento Razze Equine, che stilò per la prima volta un regolamento ad hoc per le giocate sulle corse dei cavalli negli ippodromi. Qualche anno dopo, dato l’enorme successo, venne messo a punto il sistema del Totocalcio. Si tratta di una sorta di concorso che nella sua prima versione consisteva nell’indovinare l’esito di 12 partite selezionate, per lo più di Serie A. Quindi se il match potesse finire in pareggio, indicato con il segno X, con la vittoria della squadra di casa, indicata dal segno 1, o con quella della squadra in trasferta, indicata con il segno 2.  Una simbologia tuttora in uso nelle scommesse calcistiche. A partire dal 1950, poi, venne aggiunta una partita in più. Facendo 13, dunque, si portava a casa una somma di denaro non indifferente.

Il problema, però, rimaneva sempre lo stesso per i giocatori, ossia doversi recare in una sala scommesse, in una tabaccheria autorizzata o all’ippodromo per poter scommettere sugli eventi sportivi. Per fortuna è arrivato internet che, grazie anche al Decreto Direttoriale del 2002, ha permesso la creazione del mondo delle scommesse online. Da quel momento sono nati numerosi portali, verificati da AAMS/ADM, sui quali poter giocare legalmente. Gli utenti, dunque, possono scommettere in qualsiasi momento, su qualsiasi evento e con diverse modalità, dalle classiche a quelle più moderne come le scommesse live che permettono di puntare, ad esempio per il calcio, su singole caratteristiche del match che si segue: numero di gol segnati, risultato esatto, cartellini gialli estratti e così via.